L'Europa: quel treno che corre verso la destinazione sbagliata

18 AGO 20
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Eravamo alle scuole e ogni anno scrivevamo almeno un tema sull'EuropaUnita. Ci sembrava che il tempo andasse lentissimo perche' i nostri sogni siavverassero. Era il 1983, ed erano passati solo 32 anni dal 51, dalla CECA edall'EURATOM. Poi, passo dopo passo, il treno della storia ha comoniciato acorrere, i tempi si sono ristretti, le tappe uccedute alle tappe, da 9 si e'passati a 12, poi a 15, a 25 e infine a 27 paesi, allargando l'Unione nellospazio invece di rendere piu' coesa quella che c'era, approfondendola neilegami. Poi, contempraneamente, decisioni opinabili a livello economico, lamoneta prima della politica economica, il mercato unico prima di un pianoeducativo comune (fermo all'Erasmus, unico successo nel campo), il liberomovimento dei capitali prima di una politica estera e commerciale d'insieme,scelte politiche complesse non confortate da radici (cristiane) riconosciuteda tutti. Una comune posizione sul clima, senza che le caratteristicheenergetico-ambientali dei paesi permettessero una scelta simile: una tassa.Nessun passo in avanti per ridimensionare le barriere linguistiche, o perincentivare una integrazione di cittadinanza. Rush finale: la corsa dell'Euro, dove l'Italia entra con un cambiosbagliato, dove si accettano paesi che non danno le dovute garanzie, restadrammatica la mancanza di una reale politica difensiva, che mette allaberlina, da sola, le stolte politiche anti-americane, che vorrebbero moltifrancesi, e molta sinistra europea. Tutto questo e' corollario di quanto ci eravamo gia' accorti: debolezza deileaders, mancanza di una leadership forte, di donne e uomini che prendonodecisioni senza ricatti di lobbies, giochi di potere brusselliani e favoripolitici da restituire. Infine, la burocrazia europea: layer in piu', oltrea quelli nazionali, regionali, provinciali e muicipali: non restituisce cio'che il cittadino da' all'Europa. Un brutto affare, non siamo euroscettici:e' l'Europa ha sbagliato treno.